Login

Login:

Password:

Contatti
Contatti

Contatti:

485215

Online

Online:

31

Membri

Membri:

0

Visitatori

Visitatori:

31

Oggi

Oggi:

380

Predatori

Gli insetti possono annoverare uno tra i più temibili cacciatori che esistano: la Mantide religiosa. La mantide appartiene all'ordine dei Mantodei, degli insetti carnivori predatori che si cibano di altri insetti.

Una mantide L'evoluzione ha trasformato le zampe anteriori della mantide in un perfetto strumento per agguantare e trattenere la preda, capaci di scattare in modo fulmineo e dotate di spine e artigli dalla cui presa non è possibile sfuggire. Inoltre questi insetti sono dotati di una vista molto sviluppata, e di una testa mobile in grado di osservare qualsiasi cosa si muova nei paraggi.
È impressionante notare che la mantide, mentre la siamo osservando, ci sta squadrando per capire le nostre intenzioni, e a volte sembra proprio che ci stia guardando negli occhi.

La mantide, da perfetto predatore, non ha bisogno di inseguire la sua preda; semplicemente la aspetta al varco. Infatti le sue zampe non le permettono di correre velocemente, né le sue ali le consentono di volare per catturare la preda (anzi, la mantide vola piuttosto malamente).

La mantide è verde, la sua forma allungata la rende simile ai fili d'erba, ed è in grado di rimanere immobile per lunghissimo tempo, invisibile agli altri insetti: e per la cavalletta non c'è scampo.

Larva di formicaleone I film a volte hanno come protagonisti dei mostri ancestrali che sbucano dal terreno e divorano tutto quello che si muove. La Natura ci presenta un raffinatissimo esempio di predatore che attende la sua vittima nascosto nel terreno: il Formicaleone, Myrmeleon formicarius.

Appartiene all'ordine dei Neurotteri, insetti predatori grandi divoratori di afidi e di altri insetti in generale.
L'insetto adulto assomiglia ad una libellula, mentre la larva è del tutto particolare: trascorre tutta la fase di sviluppo nel terreno. La si può trovare nei luoghi riparati dove la vegetazione è più rada, il terreno soffice e asciutto, specialmente in prossimità dei formicai.
Il formicaleone scava nel terreno un piccolo buco dalla caratteristica forma conica, grande pochi centimetri, dai fianchi ripidi e ricoperti da fini granelli di sabbia che costituisce la trappola per catturare la preda; in fondo al cono, nascosta nella sabbia, si mette in attesa la larva del formicaleone. La formica che dovesse finire nella buca non riesce più ad uscirne, perché i granelli di sabbia rotolano e la fanno scivolare verso il fondo. Alora la larva esce dal terreno e ghermisce con le mandibole la malcapitata formica.

Le mandibole del formicaleone non servono per masticare la preda: sono come delle siringhe, con le quali perfora la preda, inietta i succhi gastrici che la uccidono e ne disciolgono gli organi interni, ed infine succhia il suo pasto.
Della preda alla fine rimane solo l'involucro rinsecchito. Anche l'adulto è un abile predatore.

Per alcune specie di insetti la predazione serve per fornire il cibo alla prole.
Gli Imenotteri sono i più evoluti tra gli insetti; le ben note api, le vespe e le formiche appartengono a questo ordine. Alcune specie si sono evolute al punto da organizzarsi in società rigidamente organizzate, come le api e le formiche, con una struttura che prevede la divisione dei compiti: la regina è il sovrano assoluto, al di sotto di lei vi sono soldati per difendere la colonia, operaie che procurano il cibo, costruiscono il nido, allevano e nutrono le larve, assicurano la pulizia dai rifiuti.

Altre invece sono solitarie cacciatrici.
Alcune di queste sono le note vespe vasaie, così chiamate perché costruiscono delle cellette a forma di vaso entro le quali ripongono il cibo per la propria prole.

Vespa vasaia mentre costruisce una celletta La celletta viene costruita con del fango impastato con la saliva, accuratamente disposto in modo da ottenere una robusta parete e rifinito con un'imboccatura simile a quella di un'anfora. All'interno la vespa depone un uovo (uno per ogni celletta) e vi introduce due o tre bruchi di farfalla. Altre specie sono attive predatrici di ragni.
I bruchi non sono morti, quando vengono messi nella celletta, perché marcirebbero rapidamente. Il veleno di cui è dotata la vespa viene dosato in modo da paralizzarli, pertanto i bruchi sono come in uno stato di anestesia prolungata.

Un insieme di cellette Alla fine la celletta viene chiusa accuratamente, e la vespa si prepara per costruirne un'altra. Quando l'uovo si schiude, la larva della vespa ha a disposizione del cibo sempre fresco.


  Su


Page took 0.8897 seconds to load.